si annotavano estremità

si annotavano estremità
nei baci dopo la chiesa
preghiere e ritocchi d’abitudine
per eccitare gli anni
e qualche impresa di luglio
sempre pronta a smuovere
quel vago segnale chiamato età

oltre le vie di paese i nostri ideali
con le canzoni rubate al gettone
e gli anni ‘80 a spiegare
libri come fossero ribellione
un paio di videocassette per definire
passi e sigarette
poi la luna addosso ai marciapiedi
a confrontare il sipario dal momento

ma troppe furono le discese
e gli addii prematuri
così i treni a nord della bussola
a riavvolgere in termini battuti
le speranze, le aspirazioni impazienti

a tutt’oggi un cenno di telefonate
accorcia i metri della rassegnazione
trovando nelle onde a mare
il suo senso del tempo
rabberciando motivi e delusioni

e una stretta di mani e qualche birra
commenta impeti e fantasie :
ora che non siamo figli
solo uno sguardo indietro
rimane e splende appartato

 

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