sono distratto dai passanti
in questo angolo che brucia,
dal bagliore di semi a supporre il raccolto
mentre imperfetta la strada
mi corre nelle vene con l’apparenza del momento

ho il mio andare nelle tasche
ma tra i denti il respiro non possiede alcuna lealtà
solo un accenno contromano

a volte arriva un sottile indizio di minuti
a districare i giorni sul davanzale
e mi trova, ripiegato ai margini,
nel vuoto d’acqua in cui dissetarsi è solo
un’altra scommessa

così, ad un passo dalla sera attendo,
lungo i vicoli concessi alle finestre,
come se a sapere di un’altra stanza
non avessi il bisogno della soglia

intanto fuori avanza la sosta
e ai ricordi cede un’unica possibilità :
quel forse dal sapore amaro
confuso quanto una cartolina in bianco e nero

di fronte al mio volto
le parole non hanno voce,
graffiano gli anni
costringendomi dove gli alberi sono lontananza

 

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