dalle parti dei cipressi
attende l’inverno dalle mani raccolte

sale a ombra come la distanza
con quell’atteggiamento di buio
che annerisce i solchi della gente

ed è a un passo dal passato
quando ride delle pietre
limitando il cammino delle stelle :
sa che non esiste altra strada
se non il velo

non si cura di appartenere ai sassi
mentre racconta il viaggio
con lacrime di donna e matite di solitudine :
di quel canto che fu onda
solo un mare di cera attraversato dai viali

perché non esiste pianto
che possa aggiustare il cammino
né candela al vento per suscitare occhi

il dolore rimane lungo la via,
come diversa essenza che non muore
e tende ai miracoli tremando di terra

-nel clamore d’acqua i fiori
sostano di quiete e parole-

 

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