a margine del primo verso

non ricordo chi fossi
il giorno della mia nascita :
ero sul letto col volto rosso
e le mani di carta

a convincermi della vita
fu la corona dei seni
e due occhi come i miei

appena dopo i corridoi
apparvero i gesti di maggio
e le direzioni
che si ritrovarono
a margine del primo verso

poi un mazzo di lacrime
rese vere le mani
e il destino
si accontentò della primavera

-sulla porta i sorrisi
come le molte facce in formazione
sembravano camici e mattonelle-

era il due quel giorno
di anni faceva sessantasei
oltre la finestra i fiori
si scambiavano eternità

ora sono qui, seduto a distanza,
con quei momenti racchiusi
nella sigaretta dopo cena

due note per dire ti ricordi
moglie e figlie a dimostrare il tempo

 

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4 pensieri su “a margine del primo verso

  1. Grazie Isabella dei complimenti. Sono versi che già da un po’ mi “giravano” dentro, così per dare forma al tempo ho cercato di ricordare quel giorno riportandolo al mio oggi. La musica è sempre stata una compagna fedele e continua a esserlo…noterai -se avrai piacere di continuare a leggermi- come ogni mio componimento (che parolona :)) sia sempre accompagnato dalle note. Mi sorreggono e mi danno il senso del volo. Ciao e piacere di conoscerti.

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