non ricordo chi fossi
il giorno della mia nascita :
ero sul letto col volto rosso
e le mani di carta

a convincermi della vita
fu la corona dei seni
e due occhi come i miei

appena dopo i corridoi
apparvero i gesti di maggio
e le direzioni
che si ritrovarono
a margine del primo verso

poi un mazzo di lacrime
rese vere le mani
e il destino
si accontentò della primavera

-sulla porta i sorrisi
come le molte facce in formazione
sembravano camici e mattonelle-

era il due quel giorno
di anni faceva sessantasei
oltre la finestra i fiori
si scambiavano eternità

ora sono qui, seduto a distanza,
con quei momenti racchiusi
nella sigaretta dopo cena

due note per dire ti ricordi
moglie e figlie a dimostrare il tempo

 

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