Esiste un vuoto di legno
nel rimpianto che ti accompagna
quando a slacciare la notte
il sogno separa i tuoi modi
e nel confondere la discontinuità del buio
si accalca a mani giunte

conosco la muta preghiera
nell’angolo in cui cerchi la fede
(rassegnata alla sua sospensione
nel tentativo di una lancetta)
e mi è misera l’esplorazione d’occhi
nel suo sfarzo da forestiera
mentre avanzi in un letto di foto.

Che spreco per il mare il tuo sguardo di cenere
in quel movimento incompiuto di sole
quando il tramonto ti ricorda ciò che è stato :
un giorno di spalliera
conforme al moto di un minuto

ma ti chiedo ancora un’opera di figlio
distesa nell’immensità di madre,
un altro gesto d’infinito
per il mio sogno di bambino.

-dedicata a mia madre, che tra vari problemi fisici-anche seri-mi fa sentire ancora il bambino di un tempo

 

 

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