col mare in transumanza

sarà rosso il cielo
e nuovi passi getteranno semi,
della guerra solo echi
così di miseria e bestemmia

bandiere di un solo colore
nel tempo in arrivo
qualche occasione per denudare
violenze e proiettili

ma fu altro il sole nelle schiere
di ferro : linee di terra
scucite nel vuoto d’acqua
e insenature di maree a battere onde
con mani di legno

dissero di gommoni e corpi
le unghie affilate di bordo
contando partenze
dentro un mondo da gettare

poi videro il seno d’occidente
riesumare bambini
in bare senza fondo
col mare in transumanza
a scorgere cicatrici
in vette d’altre distanze

e latitudine non vide alba
ma sangue nei porti

 

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10 pensieri su “col mare in transumanza

  1. Leggerezza nella forma, il cui contenuto non è affatto leggero… è pazzesco l’equilibrio creato! Le parole scavano quel vuoto, la musica accompagna come risacca ascoltata a fine giornata, dove il rosso del tramonto si mescola con altro rosso che si disfalda nell’acqua. Più che salata, diviene amara…
    Molto bella, complimenti!
    Abbraccio da Brigida.

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    1. Ciao Brigida, grazie del commento e delle belle parole usate. Qualcuno una volta mi disse che è inutile scrivere di queste tragedie perchè tanto ne sono pieni i telegiornali, a che serve scriverne pure in poesia! Non ho ben capito cosa volesse dire, ma sicuramente ha usato parole al di là di ogni commento. Per quanto mi riguarda denunciare è sinonimo assoluto di poesia, chiamala sociale o di ricordo, ma è un dovere non chiudere gli occhi di fronte alla crudeltà. Ciao carissima e grazie della continua presenza.

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      1. Ti capisco. In questo senso io sono una scrittrice anomala: amo scrivere per eco, quando le situazioni scemano, come quando si aspetta che qualcos’altro accada… Ho scritto del Kursk, per esempio, anni dopo che è successo il fatto, proprio per riaprire come un ritorno dal passato, come per intestardirsi e non dimenticare!
        Leggere i tuoi articoli mi piace, riesco ad imparare e questo mi piace!
        Un caro saluto.

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        1. Allora siamo in due :). Si scrive per dare senso a stati d’animo, emozioni e se scrivere dovesse essere solo un modo per dipingere il mare o il cielo o un fiore non sarebbe sbagliato, anzi, ma dare un volto alle situazioni, alla realtà che in qualche modo ci arriva (anche se lontana, e non di prima mano) non dovrebbe essere visto come un modo come un altro di fare poesia. Dovrebbe invece creare interazione, rabbia, sprono, condivisione. In quanto a imparare sono io che ne ho molto bisogno :). Ciao

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    1. Il brano è di un cantautore che è anche poeta. Le sue canzoni sono poesia in note e parlano spesso di barriere, emarginazioni, di quel senso di appartenenza a tanti negato. Ciao

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  2. Il mare: amico, fratello, messaggero d’ unione, migrazione di speranza.
    Il mare, non ha colpa della Miseria dell’ animo umano
    Il mare piange, nella sua profondità, i suoi fratelli.
    Grazie Sarino, è veramente bella nella sua cruda realtà
    Ti lascio i saluti per un felice giorno
    Sentimental

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