Poesia composta e dedicata a Reinaldo Arenas, scrittore, poeta, drammaturgo e saggista cubano (Holguín, 16 luglio 1943 –New York, 7 dicembre 1990)

Quanta acqua versa il mare
nemmeno gli occhi riescono a contarla,
si perdono nel suo immenso liquido
insieme ad altra acqua
e navigano con gli alberi
ascoltando i rumori del vento tra le onde

io sono il figlio di un’isola,
il figlio indesiderato di mia madre
e cammino nel fango, vicino alle sue paure,
la mia vita è un piccolo frammento di felicità
il rapido amplesso di uno sconosciuto

mi ricordo che mi picchiava e io non piangevo :
a volte desideravo non fermarla
perché potessi sentire ancora il suo calore

la mia vita è la poesia
che scrivo al sole e cerco di spiegarmi il suo amore
quando di sera sono solo
e non lo trovo,
forse è perduto
oppure è lì tra le braccia di un uomo

la mia penna è stata il mio unico coltello
che lasciavo ai tronchi perché incidesse la mia voce
era il libro delle mie prime mani
che scavava parole mischiate al sangue del legno

ora che finalmente la nave mi porta lontano
e ruba l’acqua che è amore
sono triste
perché non saprò se sarà mai libera di fluire

non berrò più la luce delle palme
ne il verde tramonto di Holguìn
e nemmeno lotterò più per la dolce libertà

i miei giorni si sono liquefatti ormai

“vi lascio le mie paure, ma anche la speranza che presto Cuba sia libera”

Il video è tratto dal film “prima che sia notte” adattato sull’autobiografia postuma del protagonista – Antes que anochezca (1992) – diretto da Julian Schnabel è interpretato da un immenso Javier Bardem.

 

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