Vorrei regalarti il sorriso (a mia madre)

Raccontami dei tuoi anni
dei giorni trascorsi ad aspettare
dimmi delle sere vicino al focolare
a contare le fiamme per farne uncinetto
leggimi ancora le cartoline lontane
del freddo della stazione,
delle valigie di cartone,
quando il paese era amore
e i gradini della chiesa un sogno da realizzare,
quando non c’erano foto a ricordare
ma case da riempire.

Ora che le parole non hanno eco
quella scala dove sedevi gioca con la pioggia
scivola insieme a te sfumando i tuoi pomeriggi
e insieme alle foto volano i ricordi
verdi come le olive di zia Rosina,
o quelli bianchi di velo
candidi come fosse ancora matrimonio.

A qualche anno dal tuo sguardo
i cipressi usano le tue gambe per ricordarti il mondo
fremono del poco vento che ancora resiste,
e lontano, ma forse neanche troppo,
vagano le corde di un tango
con ali di capinera, col fischiettare di Antonio

e io che adesso non posso piangere
vorrei regalarti il sorriso mamma,
da sfoggiare nelle sere opache di sale.

 

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18 pensieri su “Vorrei regalarti il sorriso (a mia madre)

    1. sono vivi Giusy più di quanto questo nostro tempo immagina…e che a volte rimangono fermi e chiusi dentro di noi. Grazie

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  1. vorrei dirti quanto ho apprezzato questa poesia, che parte da un sentimento – quello per la propria madre – certamente condiviso da tutti, ma per me abbastanza doloroso in questo periodo… infatti, ho dovuto constatare gli aspetti più tristi della vecchiaia , difficili da sopportare per chi compie l’ultimo cammino e per chi lo circonda
    un abbraccio

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    1. grazie Marina, i periodi si accavallano e si mischiano vedrai che arriveranno quelli belli, quelli in cui le lacrime saranno gioia. Abbraccio ricambiato

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  2. Un bellissimo ricordo di tua madre, che adesso riposa all’ombra dei cipressi dopo una vita operosa.
    Parole sentite con vero trasporto, sensazioni ed emozioni che rendono vivo il ricordo come se fosse ancora qui vicino a te.
    Complimenti per questa profonda e straordinaria poesia

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    1. fortunatamente ancora non riposa all’ombra dei cipressi ;). La dedica è alla sua tempra, alla forza di questa piccola donna che sebbene malata riesce ancora a essere degna della sua vita. Giorni che trascorre nella sofferenza in un letto colmo di foto e ricordi. Quei cipressi sono una metafora che le rappresentano Antonio, suo marito e mio padre : il suo mondo! Lui si ormai ceduto alla terra. Grazie per esserti fermato. Ciao

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  3. grazie della condivisione particolarmente gradita per questa poesia. Una dedica sentita che in qualche modo vuole ringraziare questa semplice donna, curva di malattie e sofferenza ma che a ogni telefonata, a ogni abbraccio (purtroppo pochi per mie esigenze di lavoro) si dimostra albero a cui tendere i rami e trovare conforto.

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  4. Ad un certo punto ha spezzato il fiato in gola, rimasto intrappolato fra i rami alti dei cipressi…
    Un abbraccio grande ed un bacio al cielo (che ritorna d’amore da mia madre a me a non scordare che sono nata figlia e che questo non cambierà mai)!
    Grazie per questa tua, mi ha regalato il calore dell’abbraccio che mi è così lontano anche dopo essermi rimasto dentro.
    Brigida

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