vollero arrivare di slancio
i nostri corpi
con la voce del vento
e qualche sintomo di buio
per dire amore a ogni pietra

contro tutto quel silenzio
chiesero del futuro
ma i tuoi occhi
decisero il diverso e l’ovvio
poi anche le mani
videro decadenza

ma prima scalarono mattoni e golfi
vantando maniere e baci,
orme, in cui flesse al tramonto,
si videro sere e stelle cedere il cielo
per riposare tra forme e pensieri

poi esplosero parole e pianti
destinando graffi e addio
e spine segnarono cancelli e vicoli
in timide, incolpevoli prigioni

/i muri invece campavano
addosso ai giardini strappati
vendendosi per qualche minuto
solo per rendere all’attimo
il moto di un fermo immagine

 

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