Laura era scesa di buon mattino
il sorriso stampato sul casco
la moto appena dietro la patente nuova

dal balcone i fiori
tentavano il ritmo del tempo
col sentimento del vento

anche l’aria era convinta del sole
solo una nuvola sosteneva
il grigio del cielo

era bella Laura,
di quella bellezza che non ti accorgi,
sottile nel suo corpo abituato
ai vent’anni
amava il suo giovane mestiere,
le stagioni attaccate sulle magliette
i capelli corti di salgemma

e non si aspettava tutte quelle mani
a misurare il suo corpo
tra il mattone del tabacchino
e l’insegna della rosticceria

stretta alle cosce
col rumore dei jeans che non capirono
graffiò la strada
e vide nel sangue l’indifferenza degli occhi,
i colori del miele scivolare lontano
insieme all’insegna della vita

poi una sirena divenne grido
stringendo la sua corsa
con altre mani

-qualcuno raccogliendo
il gesto dei passanti
ne fece notizia

 

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