un crinale di bora e nulla più

Marisa ha gli occhi come la notte
molte albe disgiunte
qualche lacrima da presentare

stringe sigarette slovene
e conati di gente, non ha memoria
per quel corpo incominciato

nel suo insieme è dolce
si muove col respiro intorno al cielo fitto,
crede ancora nei sorrisi
soprattutto quando sono a forma di euro

Marisa indossa un corpo a distanza
speso su marciapiedi di birra
e poesie di rabbia e bestemmie

ha le mani di cera
un anello di solitudine nelle tasche
la nebbia in mezzo ai passi

Marisa è un refuso a bordo pagina,
un attimo distratto che ricorda al mondo
il suo perimetro di traverso

/intanto fuori ottobre è destinazione :
un crinale di bora e nulla più/

 

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8 pensieri su “un crinale di bora e nulla più

  1. splendida e struggente, questa tua poesia, dove sei capace di identificarti in un refuso di umanità e sublimarlo con un pullulare di immagini vive e brillanti che sono insieme bellezza e pietà

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  2. poesia cruda, dai tratti duri, dove la bellezza di quella ragazza viene avvolta dall’angoscia del suo presente, da quei giorni vuoti di carezze, da quelle solitudini arrese alle poesie dei giorni, fra echi di verità trasportati dal vento del destino.

    Come sempre molto bravo!

    Mi piace

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