sono quello che sono
e vesto i miei anni di giorni che afferro al tempo
ho solo sogni, quattro lire di vento
lungo la strada di fronte

ho in mente i ricordi
gli attimi presi nei vicoli
c’è la Chiesa Madre vicino alla fontana
l‘arco che disegna la storia
e scorro insieme alle pietre
tra l’acqua e i muri
sulle panchine in piazza

aspetto i movimenti dell’onda
riempire le mie tasche d’avventura
e intreccio i posti di parole
-di quelle pronunciate a mezzogiorno-
e penso alle discese di mare
riempire i mie passi
quando sguardo erano i fichi d’india,
quando a colorare il cielo
c’era sempre la bandiera di un viaggio

e sono quello che sono,
del mio andare raccolgo segni :
flash di una foto scattata agli anni di paese,
alle diecimila lire strappate alla pioggia,
al fuoco dei diciotto anni
tra gli alberi di strada e le storie di Gianni

ora che gli occhi trasportano gocce
sono tutto questo e niente :
come fumo di sigaretta ritaglio telefonate
mentre i numeri degli anni stringono la finestra

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