come pianto fu declino

ho sentito piangere il silenzio
col fragore dei muri
piegarsi al tocco dell’acqua
nei fossi del volto

ho visto i suoi occhi in preda
incontro agli uomini quando non volle
muovere figli né preghiere

e come pianto fu declino,
limite in cui cercarsi senza immaginarsi
e fu fiume annacquato di posti
costretto in tappe d’occhi e accenti

stazionò in ginocchio
tra forme e piccole imprese,
tra vibrazioni distrattamente brevi
in mostra alla notte

e nemmeno il rumore fu suono
quando tra lattine e sigarette
i pantaloni gustarono
le gambe della solitudine :

la distanza divenne vuoto
e non sarebbe bastato un lamento
per descrivere la fine intorno

anche quando la pietà del mondo
scelse di versare due parole
furono troppe le presenze
a rimpiazzarsi di plastica e confini

spesi, allora, un attimo di quiete
e con l’ultimo biglietto avvicinai
il mio cuore ai detriti

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14 pensieri su “come pianto fu declino

  1. una poesia molto intensa…trovo particolarmente significativi e belli anche come suono alcuni versi:

    ho sentito piangere il silenzio
    e come pianto fu declino,
    e nemmeno il rumore fu suono
    anche quando la pietà del mondo
    scelse di versare due parole

    sembrano quasi emanare un significato autonomo

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  2. Quel”sentir piangere il silenzio” è da brividi .perchè vuol dire riconoscere che ormai c’è intorno poca speranza. Un silenzio che dovrebbe trasmettere pace e quiete, fa qui il contrario per renderci consapevoli del fatto di quanto a volte si è soli e incompresi. Un abbraccio caro Rosario e complimenti per questi versi che toccano il cuore. Isabella

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