a te che hai lasciato un segno di carta

a te che hai lasciato un segno di carta
e qualche rossetto in bella vista
vorrei offrire un altro biglietto per il mondo,
magari solo l’effetto del vento

o forse un abbraccio verde di giardino
che si muove distratto
di penombra in penombra
parlando dei tuoi anni

stretto a quegli occhi
mi perdo in manciate di passi
e rimando al senso della sera
il tuo volto di luna

perché eri collina e maestrale
finalmente cerchio alle mie linee solitarie :
un sospiro d’inchiostro
per quest’assolata poesia

a dire di parole cedo al mio cuore,
stringendo d’assenza
note di fisarmonica

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11 pensieri su “a te che hai lasciato un segno di carta

  1. Che bella – parola abusata ma qui ci sta benissimo – poesia. Musicale, allegra ma tanto incisiva. Un volo, un immagine, una voglia, un desiderio ma alla fine un inno alla gioia col cuore che si culla con le note di fisarmonica.

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  2. parole d’armonia ariosa e struggente…e quella fisarmonica finale! a me, il suono della fisarmonica ha sempre suscitato qualcosa che credo si possa definire “saudade”

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    1. è vero Marina sposo in pieno la tua definizione di saudade, adoro la fisarmonica e il suo suono così malinconico ma penetrante alla stesso tempo. Grazie

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