Tra scogli e indifferenze di treni

per chi attende
le mani non possiedono corrispondenze
come l’acqua in opposizione
esistono solo per un tragitto di pietra

e sebbene le nuvole
siano esattamente le stesse
è la differenza di latitudine
che ne aumenta il grigiore

perché quando a occupare
lo spazio della pioggia
sono le gocce sui volti
non è possibile distinguere
la direzione dei treni :

afferrare in velocità la fuga
non è arrivare ma ritrovarsi da soli
con le possibilità sistemate di sporco

e poi gli scogli che graffiano
sono lì a dimostrare che la notte
non vale necessariamente l’alba
nascondono invece la vera misura della risposta

ma in fondo per chi guarda
c’è un po’ di mondo
che gravita sui vetri degli occhi
e anche se si dimostra insignificante, tiepido,
offuscato dalle ordinanze
in continua giacenza di ticket,
chissenefrega

chissenefrega se i corpi
sono un al di là di porte
o di sentenze con insegne diverse :

ma forse le partenze
dovrebbero essere decise col sole
è difficile stare fuori
se il mare è l’unica esposizione

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4 pensieri su “Tra scogli e indifferenze di treni

    1. già, e non solo parole Massimo ma tanti, troppi interessi che girano intorno a questa tratta di schiavi rivisitata : una nuova e moderna apartheid camuffata da accoglienza che segrega e violenta come sempre. Ciao

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