Walter ha le mani di birra
insegue la strada
con le tasche usate di scontrini
non ha rumori per il giorno
solo un cane triste
e vicoli nelle ombre d’inchiostro

la sua è una strada di parole spente,
come la notte di un’altra luce
aspetta l’uomo dei giornali

non sa volare Walter
-tanto sono solo quattro scalini
prima della porta scorrevole-
e parla della sua alba
che a volte non si apre
come la porta della Coop

Walter è un pensiero sparso
dentro il caffè di Sabrina
un angolo buffo che di bancone in bancone
tende un sorriso
alla maniera di un inchino

ogni giorno prima di leggere
i nomi sulla locandina
un’altra boccata di nero
accetta i contorni degli occhi
e in quel mare di denti gialli
racconta di un’altra avventura

è felice Walter quando chiede una sigaretta

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