il tempo sogna panchine

e io che non so di cammino
m’invento a est
indovinando il giorno

(e nel vedere mi scopro
ovvio e controvento, alla rinfusa a volte)

il bar è sempre lì, a sud del caffè
altri tempi e luminarie fedeli
ignorano il colore della pioggia

anche Nicola prova qualche
appunto : due bicchieri e un forse,
un vestito di fumo tra le mani

alberi e vicoli aggiustano indirizzi,
stringono voci di campanile
indifferenti ai numeri

di spalle i balconi
digradano verso sera,
un vecchio sorride dei suoi anni

/all’ombra di qualche passo
il tempo sogna panchine
insieme a ragazze brune

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11 pensieri su “il tempo sogna panchine

  1. non è il tempo a sognare le distanze della nostra anima, perché dentro le emozioni di una vita noi saremo sempre liberi. La guardia sui confini l’hanno inventata gli uomini, e le tua strade sono aperte in ogni direzione: l’est e il sud sono soltanto impressioni disegnate sulle carte. In fondo, l’hai detto anche tu: un vecchio sorride sempre dei suoi anni…

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    1. è un déjà vu, un ritorno ai miei anni di paese con le solite immobilità apparenti e il corso della strada con molte salite : ma è anche l’impressione che mi porto dentro con nostalgia. Già quel sorriso che mai sparirà se gli anni sono stati vissuti e non subiti. Ciao

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