in quel giorno troppo fragile
fu un alito di volto
a ridurre il momento del mare

tanto pallido e dolce tra i miei occhi
per provare un solo abbraccio
e distante quanto un addio

sicura cercasti il passo dell’onda
come a dire non pensarci :
c’è un forse al di là del vetro

(ma nessun indizio di marea
nemmeno un cenno di risacca
che mi sia ragione)

ricordo un mondo in uscita
afferrare i nostri anni
e farne velo, costringere il tempo
in un ballo di-viso

ora a non sapere d’amore
m’inerpico del tuo odore
allungando il mio sogno
sui tuoi capelli di maggio

e m’invento una nuova eco
come fosse voce
per queste strade che mi accecano
in un fermo di salita e assenza

-in un biglietto per dirsi chissà
il senso del nostro profumo-

 

 

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