Boris si ferma spesso a contare i lampioni
con quell’aria da signore;
indossa il cielo, bicchieri di vetro,
riflessi d’autobus dal verso unto
e cammina tra i muri di altri

ha una voglia sul braccio,
una barba da indossare
e tesse marciapiedi
con la birra in prestito

/le parole aspettano il buio per suonare
ai campanelli di Nerina/

vicino c’è il furgone dell’Asl,
i camici aspettano sui gradini,
lei non vuole scendere :
Boris gioca con le sigarette
e si chiede perché il bianco degli occhi
è buio ai portoni

dalle scale un gesto di porta
copre di pelle la barella
e un altro viaggio
attraversa la luce dei parcheggi

Nerina ha i denti da pronto soccorso,
le mani fredde del valium,
un saluto senza più corsie

Boris continua a parlare dell’amore
mentre le strade dormono,
domani i rifiuti del giorno
saranno soli

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