e piansero in fila come a primavera

ai sessanta non c’era tempo
per scegliere il sud
oltre a qualche semplice affanno
il bar e poche altre avventure

la fronte alta per qualunque vetta
e per ogni finestra un sorriso
mai un colore distratto
i cristalli di bianco, i fichi d’india
curve e dimensioni a portata di cielo

ci furono montagne lungo la strada
e la Fiat 128 famigliare con le marce corte
(di un giallo vivo, come la tua leggerezza)
poi anche la neve divenne casa
una famiglia da emigrante
e una donna in carrozzina

la tua fu una distanza breve
a volte sabbia, onda e mare
con un angolo di rock
e le canzoni di Celentano

in tasca le ferie per non dimenticare
e i gesti semplici di parole
per sentire il mondo

poi vennero le risposte
e piansero in fila come a primavera :
una macchia tra gli occhi
a rubare settembre

*** a mio zio Antonio che ci ha lasciati ieri mattina
non ho lacrime ma un sorriso, semplice come il suo

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14 pensieri su “e piansero in fila come a primavera

    1. Grazie Silvia, è stata una vita, la sua, piena di insidie e difficoltà che comunque ha affrontato sempre con lo spirito giusto e un sorriso per ogni cosa.

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