i bancomat hanno il senso del ridicolo
con tutti quei numeri in ordine sparso
tra un memorandum e un’intesa

la fila invece possiede un verso asimmetrico
un’equazione troppo complicata
per riuscire a decifrarne la coda :

sembrano un gettone di presenza
quelle mani in braccio
e le tasche vuote

se nelle umiliazioni ci fosse
un denominatore comune allora
potrebbero anche risultare vita

ma le distanze fissano lo squarcio dei volti
l’altra mano del furto,
un prelievo di due minuti
che vale quanto la dignità di un bottone

non è la contabilità a descrivere
il valore : può la matematica
calcolare un’emozione?

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