fuggono le mani nelle ore tentate
ai mozziconi di un bar

mani rimaste indietro, perdute
al fumo di serate alcoliche,
alle scadenze di periferia

fuggono le parole sfoderate
agglomerando voci
dove l’ignoto era traccia da fiuto

parole vendute alla notte
per un passaggio di ponti
infilando giornali e stelle

ora coperte d’asfalto
si mescolano alla bava dei cancelli :
solo un’ombra di carta
ferma le soste di metrò clochard

/come telo di farsa
il tempo rimane tra le mani,
nelle particelle di liquido perso
alle panchine

Ai tanti che hanno perso la luce tra i fogli di carta delle metropolitane, a quelli che si confondono tra binari e sottopassi o su panchine d’elemosina allestite a solitudine e piscio.

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