diecimila lire

quante sere sui volti distanti
come panchine senza tempo
a ridere se i soldi erano solo un’idea
o i metri della piazza
un registro riempito a chilometri

e le ore, annoiate e appese,
a rendere superflue le parole
di settembre
come le feste alla fine di un abbraccio :

eravamo aria
in quegli attimi da conquistare
con ombre camuffate da gloria
e vicoli, da stordire di giri,
per non sentirci solo bottiglie vuote

noi che aspettavamo
Rocco consumarsi di farina
e Mimmo col suo giaccone verde,
dal carrello pieno di storie da riscattare

seduti nell’alba,
addosso all’ultima sigaretta da dividere,
mentre il paese aggiustava la notte
e il mondo si schierava col sole

il resto era un perimetro
già apparecchiato,
dalle tasche segnate dal silenzio :
mani a mezz’aria,
sospese alle imprese del postino

ma di sera bastavano diecimila lire
per sapere che la libertà
era un girotondo di curve :
puzza di benzina, musica
e qualche sogno in attesa di un passaggio

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23 pensieri su “diecimila lire

  1. Mi era sfuggita questa chicca caro Sarino. Un tornare indietro per cercare di rivivere oggi le stesse emozioni di allora. Perchè così succede, quando improvvisi affiorano i ricordi. E’ un esserci di nuovo, mentre ” il paese aggiustava la notte e il mondo si schierava col sole…” Sublime. E se mi permetti debbo dire che il tuo poetare mi ricorda spesso a volte, quello di Massimo. Una voce che altrettanto della tua, mi fa bene sentire. E’ un parlare il vostro, che prende l’anima, perchè fatto di un linguaggio genuino, anche forte, che parla di verità e di mondi lontani nel tempo, che attraverso voi rinascono e mi fanno tanta tenerezza, perchè anch’io appartengo a quei mondi, pur ovviamente con sfumature diverse. Per questo vi voglio bene .Emozionate. Bravi. A te, ora, per i versi stupendi che hai scritto. mando un bacio. Isabella. PS Buon ponte dell’Immacolata

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  2. la tua scrittura è sempre piena di bellezza ed emozionante
    ci sono metafore che lasciano disarmati …
    quanti ricordi e com’era tenera quell’età
    ché ci si faceva bastare il poco
    un cinema un gelato o anche solo una passeggiata di sera ..
    e sembrava di avere tutto ….
    grazie Rosario 🙂

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    1. un mondo che sebbene lontano a volte si desta dai ricordi e allora via con le diecimila lire di benzina per farsi un giro, un giro che ancora adesso mi piace fare (almeno in versi). Ciao

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  3. Quanto tempo fa? Quanto basta perché i contorni del ricordo sfumino nelle prime luci dell’alba di un lontano paese sonnolento… le cose e sentimenti partecipano della stessa vita puntuale, come illuminate da una torcia, a fendere l’oscurità del tempo, non infrequentemente scambiandosi i ruoli.

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  4. prima di tutto devo dirti che…
    e il mondo si schierava col sole…
    mi ha dato un sussulto, un verso magnifico.
    E poi questa atmosfera di un viaggio di vita ricordata come fosse solo ieri, io la amo particolarmente

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