una giostra puntellata di jeans

gli ’80 erano una giostra
puntellata di jeans
e capelli a ringhiera,
il Ciao da spingere
non era propriamente un volo
ma sentirsi contro
sembrava un altro mondo

le ragazze in vena di rossetti
misuravano scarpe
col biondo sulle spalle
e le catene degli occhi in controluce
come a sorridere

noi invece, con poche altezze
e le idee incise su qualche lp,
sceglievamo chilometri :
il braccio da finestrino
del resto faceva reputazione

e poi gli occhiali da bancarella
aggiustavano il tiro :
uno sguardo riflesso
e la bocca da catturare
a portata di una canzone

/conobbi le parole in quell’auto,
intimità che ritmano ancora frequenze

***il brano, di cui al link sotto, richiama la tipica sonorità di quegli anni e anche il titolo intende riprendere quell’atmosfera di cambiamento, quella voglia di scontrarsi col mondo e sintetizzare (come gli strumenti musicali allora in uso) un viaggio che fosse diverso e per certi versi destabilizzante.
Consiglio a chi ha ancora “dentro” quella musica di dedicare qualche minuto per ascoltarlo 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=Ql4kaofJ02c

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16 pensieri su “una giostra puntellata di jeans

  1. Sono anch’io una degli anni ottanta, la giovinezza, la discoteca un po’ “casereccia”, le spalle delle giacche con l’imbottitura, i capelli sparati di gel…i primi amori, passa troppo veloce il tempo e tutto cambia troppo in fretta! Ciao Sari! Giusy

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      1. Ti ricordi la disco music? E la palla tipo mosaico argentata che girava al centro della pista! I village people, i Genesis, Pink Floyd, Police…passano troppo veloci gli anni, troppo. Ciao, Giusy

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    1. vero Massimo, anni in cui la tecnologia era ben poca cosa rispetto ad oggi, ma proprio quella “pochezza” ci faceva provare e provare ancora. Ricordo con amore quegli anni! Ciao

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  2. come non ricordare i mitici anni ’80!! Anch’io in quegli anni assaporavo la bellezza della gioventù, la musica era sempre con me, per la verità ancora adesso (:-))) all’epoca facevo il dj presso una radio libera della mia Regione, che bei ricordi!!! Bello questo tuo contributo poetico dedicato alla nostra giovinezza, forse siamo coetanei (:-)))

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    1. dici bene Max, mitici! Anche io facevo il dj (nel mio caso una parolona 🙂 ) in quegli anni, ma era una radio che avevamo tirato tra amici. Una sala dove trasmettevamo e un’altra piccola così per fare due chiacchiere ricavate in in un campanile di una chiesa non più “attiva”. Quanti ricordi tra quei giradischi e quegli lp, quante giornate a sognare una musica “diversa”. Probabilmente siamo coetanei io sono del mitico 1966 ;). Ciao

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