gli ’80 erano una giostra
puntellata di jeans
e capelli a ringhiera,
il Ciao da spingere
non era propriamente un volo
ma sentirsi contro
sembrava un altro mondo

le ragazze in vena di rossetti
misuravano scarpe
col biondo sulle spalle
e le catene degli occhi in controluce
come a sorridere

noi invece, con poche altezze
e le idee incise su qualche lp,
sceglievamo chilometri :
il braccio da finestrino
del resto faceva reputazione

e poi gli occhiali da bancarella
aggiustavano il tiro :
uno sguardo riflesso
e la bocca da catturare
a portata di una canzone

/conobbi le parole in quell’auto,
intimità che ritmano ancora frequenze

***il brano, di cui al link sotto, richiama la tipica sonorità di quegli anni e anche il titolo intende riprendere quell’atmosfera di cambiamento, quella voglia di scontrarsi col mondo e sintetizzare (come gli strumenti musicali allora in uso) un viaggio che fosse diverso e per certi versi destabilizzante.
Consiglio a chi ha ancora “dentro” quella musica di dedicare qualche minuto per ascoltarlo 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=Ql4kaofJ02c

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