graffi d’io al limite

vola la mia anima, sola,
ostenta d’alba un’altra verità,
come in nostalgia

ferita dal sole a mezzogiorno,
di luce che scende al pomeriggio
e di gocce imbevute di cuoio

in questo argine
che non ha ambito, ala,
ma vola, verso rotte senza nome
in cerchio ai giorni,
mentre intorno grida la strada

e respira come fosse destino il mare
rarefatta al moto,
ai margini di scogli doloranti,
alla deriva per un altrove
sfuggente, in scie di matite
ferme tra le mani

al di là di questo mondo
senza sosta né costa
nei telai da rassettare,
nei mulini da mettere in fuga

-in questo dipinto di sale
solo graffi d’io al limite-

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14 pensieri su “graffi d’io al limite

  1. splendida! il sale, il mare, un respiro lungo e profondo, e l’io non è che un graffio al limite…c’è una dolcezza rarefatta nel sentire il mondo, e l’orgoglio di un io, consapevole dei suoi limiti ma pur sempre essere razionale e senziente ( mi viene in mente l’ultimo Leopardi)

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  2. È un po’ come lo scrivere del poeta: “l’anima che vola sola; l’ala verso rotte senza nome; le scie di matite ferme fra le mani; i graffi d’io al limite”. Perché è proprio così, dentro alle nostre latitudini viaggiano tutte le nostre parole e con esse, “tutti i mulini da mettere in fuga” e non noi contro di loro…
    Grande !!!

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