quando le altezze
non dipendevano dal cielo
anche il vento era viaggio
bastavano poche voci
e il mare come sogno
da scommettere a vita

adatti e imprudenti come curve
portammo il cuore al limite
dimensioni e strade
non furono cedute per un qualsiasi luogo

vivemmo eternità
e istanti alla maniera degli alberi
liberi e fermi oltre ogni vento

ma fu un gioco troppo breve
attese dentro una vita da stranieri
numeri a misurare giorni e frontiere

ma ora che detto
ai miei passi un po’ d’inchiostro
vorrei appartenermi ancora in qualche vicolo

magari nei giochi di fine estate
o in preghiera dietro la chiesa
quando un bacio rubava un po’ di luce

ora che il tempo
sa di essere un pensiero lontano
quella vita è il passato di un futuro
troppo affascinante per essere stato

allora penso che fummo meravigliosamente giovani a non “morire”

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