e sono di nuovo qui a tentare una chiave
all’altra porta del mondo
con la consapevolezza di non essere apertura
tra distacchi e frammenti e anche prodigi
con gli occhi muti e la competizione del giorno
di attimi e con le scosse di un più là
che mi racconta strane storie di uomini
a misura di fragilità

poi a caso capita
che un movimento si mostri tempo
quando dal buco della serratura
l’arrivo sembra appartenermi
allora provo a sentire l’abilità del volo
che mi si addice nel senso della prova
o per l’alchimia di un passo

ma oltre i mestieri di un grumo di polvere
non so sentirmi inarrestabile
piuttosto posticipato e contromano a disfarmi
di questi lievi eccessi
assumo i pochi almanacchi di sole
riunendo notti e vicoli come fossero intervalli

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