Dove labbra fu urgenza
ora nome è il silenzio,
eppure scorcio e vastità
furono fiamma in questo volto

ancora necessità d’accento,
come gli anni
in cui folle esisteva il rumore
e nessuna età capitava
senza sorpresa e voce,
transumanza e volo

ma in questa realtà allo specchio
il perimetro è a denti stretti
e le parole decadono come fosse sera.

Fuori piove e le auto pensano strade,
i marciapiedi quotidiani e insopportabili
e noi,
tracce di un mondo distante,
sospesi e senza facce.

A scoprirsi ombra
non esiste superficie
che possa definire la misura dei passi :

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