Le onde sparse dei piedi
mi fanno strada come le storie
incuriosite degli uccelli :
mi lasciano un ricordo vago
di marciapiedi.

Anche il cammino sa di circostanza
quando, invece, basterebbe
un po’ d’orizzonte
per fare di due occhi un’immagine;
vorrei conoscere le storie del mare
e scambiare tattiche con le onde,
del sole invece vorrei il viaggio,
qualche promessa che mi facesse vampa.

E forse sarebbe stringere il mondo;
delle corse misurerei campagne
e vicoli a mezzogiorno,
le distanze dei colori. Alla sera
invidierei gli apprezzamenti di lanterna,
quelle che si trovano in cima al cuore.

Allora il vento saprebbe trovarmi,
come rotondità di scialuppa,
pronto a mordere miglia e miglia di corallo.

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