è quando vedi il mare
che la strada torna a chiamarti
con quella camicia di cielo,
dentro l’ala di un golfo che dorme

quando senti il profumo
di fichi tra le gambe del sud
o nel suono di una processione,
tra le donne col velo del tempo in capo

e ti senti soggiogato
dalla lucentezza del vecchio sole,
da quella passeggiata intorno ai vent’anni
dove un verso d’arrivederci
era l’addio per un tempo che moriva

con le pietre delle telefonate agli amici,
la valigia scaduta sui binari di Lamezia
o la galleria di Gatto,
il tabacchino di Maria per rubare le prime sigarette
con la scadenza di un giro in macchina
e Charlie che raccontava storie dai denti gialli
sulle panchine del monumento

o ancora le discese
che ammiccavano a Copanello
e le pale di ficundiani*
che arrossivano a ridosso di Santa Maria

/in quella luce sdraiata a perdifiato
nell’amplesso tra Caminia e Torrazzo

*fichi d’india

piccolo omaggio ai miei vent’anni e al mio paese, situazioni e luoghi che mi hanno visto crescere.

 

 

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