l’acqua ferma dei fiori

Piove e le mani si chiudono lontano dal giorno
mentre un altro orologio accende cartelli
e sotto casa la sera stenta in silenzio.

Un fermo immagine, Milena lo riempie di parole
(un volto di strada raccontò i suoi giorni
e lei pianse per quell’odore in sosta)
gli occhi in quell’eternità di periferia
sono ancora vittime del tempo.

Al civico numero 6 il mondo
capita come un numero d’autobus,
segna appena il posto :
freddo e allungato dentro un vetro,
di sbieco alla luna e in arrivo alle 23.00.

Più tardi, davanti al frigo, sarà un’altra sigaretta
a spegnere i ricordi, stancamente.
Niente altro che lenzuola.

Fuori l’acqua è ferma di fiori
solo i lampioni sembrano frequentati.

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13 pensieri su “l’acqua ferma dei fiori

  1. C’è, chi come te, sa trattare argomenti delicati, con tratti decisamente senza alcuna retorica e con animo sgombro da pregiudizi.
    Comprensione mista a pena solo accennata rendono questi versi veramente speciali.
    Ciao Sarino.

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    1. grazie Laura,
      un giro metropolitano che arranca nei suoi stessi passi. La “visione” di un mondo in solitaria con le fermate che non hanno più capacità di movimento.
      Ciao cara

      Liked by 1 persona

                1. ma quale fastidio Shera, tranquilla 🙂
                  a me piace questa leggere e sottile malinconia crepuscolare. Ci vivo ormai da una vita e non so farne a meno. Un abbraccio

                  Mi piace

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