un fermo immagine di luoghi e finestre

Il tempo degli occhi si chiuse
quando iniziammo quello degli alberi :
un fermo immagine di luoghi e finestre
come palpebra nel vetro.

Guardammo oltre, con parole scelte
e capacità discontinue.
Decidemmo per qualcosa di lontano,
anche se al buio il territorio dei lampioni
fu sempre una scommessa.

-pensavamo che l’eternità fosse a misura di passi,
durare in qualcos’altro
non sembrava così complicato-

Venne domani tra binari e valigie,
l’altra posta del moto, con un metro di panchina
a lenta vicissitudine di vista.
Poi ostacoli e alcune ricorrenze
per concepire uno spazio.

Qualche rara evidenza a margine,
un biglietto obbligato.
Eppure a volte fummo giorno,
anche se residuo e centimetro, angolo sparso,
assetato privilegio.

Alla fine scegliemmo il mare in corridoio
e un balcone da perdonare.

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12 pensieri su “un fermo immagine di luoghi e finestre

    1. credi bene.
      Ma forse tutte queste mie digressioni in versi, di quel tempo lontano, di quei sogni in soffitta, di quelle strade in concomitanze sparse, rischiano di annoiarvi.
      Un caro saluto a te.

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