Mila ha un corpo di sola andata,
ali che sanno di metallo,
il rossetto in un bacio di strega.
Stringe numeri per sentirsi stella,
come un barbone a distanza
dentro l’alba di un brutto colore.

A qualche metro di solitudine
la notte dei taxi, un destino di terra
spesso al passo con la luna.

Piero è una strada di plastica,
una lenta agonia di lampioni
in chiacchiere al mondo.
Vicino qualche bar da sedere,
poche mani in suffragio
spigoli in attesa di un cappello.

Confini e marciapiedi si spogliano,
solo un quaderno di pietra
tende labbra e fiori.

Il buio si avvicina e una goccia sosta, bagnando.

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