Per un altro giorno da comodino (dedicata)

Riannodi il filo del tempo
camminando a ritroso verso la sedia,
incespicando nei sogni lasciati al giorno.
Nel vuoto pallido della malattia
che ti fa sopportare ancora l’alba,
con le parole a chiedere un’altra sillaba
un altro suono per sconvolgere il metallo della stanza.

Nello spazio di un sorriso che non ricordi
mentre l’ala del sole muore,
in quei forse dalle pupille nere,
nelle anche che sferzano il dolore d’ogni attimo :
proprio quello che urla e stride dentro le ossa.

Quando la sera soffoca le luci
nei contenitori bianchi d’inchiostro,
nel vassoio di carta appoggiato ad un lamento
senza stormi alla finestra.
E l’odore d’ammoniaca che bussa forte a cena,
nei metri di ghiaccio che separano il legno immobile
da un altro quasi normale.

Oltre questo mondo, oltre la linea grigia di una foto
supina alle doglie d’ogni ora,
quelle che sfornano oggetti artificiali
per un giorno da comodino
e sere incartate dalla schiena curva.

Nei segni di un futuro che credi sconfitto,
rovesciata alle candele di pietra sopra il cuscino.
Sospinta dallo spago di un rosario arrugginito,
da pagine incise dall’ennesimo stregone
che diffondono solo ombre,
onde ammucchiate di lacrime.

A mia madre che arranca tra dolori e ricordi. Ti voglio bene.

Annunci

27 pensieri su “Per un altro giorno da comodino (dedicata)

  1. quanto dolore nelle tue parole! non c’è una sofferenza più grande se non quella che sentiamo nelle persone a noi più care, ad esempio nella decadenza fisica dei nostri genitori… e noi dobbiamo condividere con loro questo cammino estremo senza riuscire, se non per brevi momenti, a portare loro sollievo.
    Eppure tu riesci a trovare versi che sublimano questo dolore in bellezza. Riuscire ad esprimersi in tali circostanze può recare sollievo…sono esperienze che ho provato da poco, proprio relativamente a mia madre, un dolore che può tacere anche per qualche tempo, ma rimane nascosto dentro di noi, riaffiora all’improvviso…

    Liked by 2 people

    1. già, quella bellezza che ci ha reso tali : la loro!
      Purtroppo il dolore è ineluttabile come il tempo. Ma forse avremo vinto se quel loro amore riusciremo a riverberarlo nei e con i nostri figli.
      Ti abbraccio, grazie Marina.

      Liked by 2 people

  2. Ho le lacrime che mi scendono. Stavolta non dico nulla. Troppo grande è l’emozione. Ti stringo stretto in un abbraccio che vuol essere di conforto e di vicinanza. Sei Sarino il ”grande”. Isabella

    Liked by 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...