Il tempo ruota intorno a poche primavere
come le pagine al vento.
Tra le foglie dei numeri a contare giorni,
per reclutare ancora un viaggio.

Giorni ricchi, dove odorarsi all’infinito.
Per credersi estate, gioco di bambini,
per sempre magia.

E basta un fuoco di stelle,
due braci per stringersi a crepapelle,
qualche impeto di piatti.
Un sospiro d’ulivi e le balconate di sedie
a ritrovare gli anni.

Anni di leggera illusione
e gambe veloci a cogliere chilometri
e chilometri di cielo.

Poi di nuovo un ritaglio di porta.

E scale per lacrimare.
Tra le ossa stanche di madre
e un abbraccio di capelli bianchi.

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