Scenderanno dai moli i versi stanchi delle navi,
col tiepido ordine delle scale,
caleranno come a primavera, tra i fiori,
lungo un sole a dimora
e le onde piatte della sera.

Ci sarà la piazza, le sedie dei caffè,
i cartelloni smunti della pubblicità.
Le file in macchina pronte a giocarsi un colore
come le pietre l’attenzione dei bar.

Dai balconi il mare avrà la vista sicura,
frequenti possibilità d’essere città.
Qualche lampione
proverà il solito ballo, le persone il rischio
di sentirsi annoiati.

Ma rideranno le stanze
smuovendo un po’ di polvere.
Le divise faranno i camerieri così i bicchieri
l’attimo veloce di un aperitivo.

A ritmo di bora il cielo pioverà le sue doglie.
E cadrà in agosto nelle occasioni dei vicoli,
intorno ai neon in alta uniforme,
addosso ai favori degli occhi.

Poi un canto capiterà tra murales e tavoli
e sarà per qualche euro da lucidare.
Sarà un corpo di giovane donna,
in tentazione ai vestiti belli.

Ma senza il tempo del peso
le tasche si svuoteranno veloci.
E in cambio una messa d’alcol
misurerà le note in tono sommesso.

-a cercare le sue mani solo il muso vecchio di un cane,
come immondizia e medicina.

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