senza il tempo del peso

Scenderanno dai moli i versi stanchi delle navi,
col tiepido ordine delle scale,
caleranno come a primavera, tra i fiori,
lungo un sole a dimora
e le onde piatte della sera.

Ci sarà la piazza, le sedie dei caffè,
i cartelloni smunti della pubblicità.
Le file in macchina pronte a giocarsi un colore
come le pietre l’attenzione dei bar.

Dai balconi il mare avrà la vista sicura,
frequenti possibilità d’essere città.
Qualche lampione
proverà il solito ballo, le persone il rischio
di sentirsi annoiati.

Ma rideranno le stanze
smuovendo un po’ di polvere.
Le divise faranno i camerieri così i bicchieri
l’attimo veloce di un aperitivo.

A ritmo di bora il cielo pioverà le sue doglie.
E cadrà in agosto nelle occasioni dei vicoli,
intorno ai neon in alta uniforme,
addosso ai favori degli occhi.

Poi un canto capiterà tra murales e tavoli
e sarà per qualche euro da lucidare.
Sarà un corpo di giovane donna,
in tentazione ai vestiti belli.

Ma senza il tempo del peso
le tasche si svuoteranno veloci.
E in cambio una messa d’alcol
misurerà le note in tono sommesso.

-a cercare le sue mani solo il muso vecchio di un cane,
come immondizia e medicina.

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14 pensieri su “senza il tempo del peso

    1. grazie,e proprio quel ritmo lento ed evocativo il vero motivo della poesia : guardare un mondo che scorre invece veloce e indifferente, tra le necessità di solidarietà e di socialità sempre più fredde e distanti.

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  1. Ed ecco ( credo ) la consapevolezza di un distacco continuo da alcuni momenti per altre stagioni.
    Verso la fine dell’estate nasce qualcosa di nuovo, sentito come parte essenziale e dominato dal ricordo, ogni rappresentazione sembra dominata dal caso e se cerchi di trasfigurare le persone, le cose, la realtà, tutto, a poco a poco, si appanna.

    Abbraccio di fine estate.

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    1. Quello che volevo trasmettere era uno spaccato di sofferta socialità.
      Da un giro in città emozioni che si “vedono” nel constatare la “bella” società tra aperitivi e vestiti alla moda e il dolore e l’assenza di una donna che chiede qualche euro in cambio di una canzone. Ricevendo a volte l’agognata ricompensa, spesso l’indifferenza. Solo il suo vecchio cane riesce a donarle ancora un po’ di serenità, anche se come medicina. Che del resto mi pareva essere paliativa a giudicare dal suo veloce e lieve sorriso.
      Relativamente al titolo è l’ennesima metafora per indicare quanto siano veloci gli euro ricevuti. Nemmeno il tempo di metterli in tasca (peso) è già sono spariti per un’altra “medicina” : l’alcool!
      Ciao e ti lascio un abbraccio per la tua costanza e condivisione!

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  2. la bellezza delle tue poesie sta nella ricchezza letteraria dei contenuti, in quel volger di parole dove tutto prende vita, fra un ricordo e un’attesa, fra una speranza e un attimo di vita avvolto al rullo degli anni.
    Molto bravo.

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