una solitudine di mani che non ha voce

Parlo della pioggia e di quel velo sopramonte
che non ha più cielo. Del vento e del morire di foglie.
Delle molte occasioni strette al tempo per restare
o di quelle strade che disertano passi.

Di ricordi lunghi appena la lama del suono,
già sconfitti di labbra e slancio,
e destinati in qualcosa che brucia senza colpa.
Delle soffitte e dei sogni che vi abitano,
di stelle appuntate alla memoria.

Parlo del mare a misura d’approdo
o della schiuma che si attrae quotidianamente alla sabbia.
Dei vicoli a chilometri zero, quando giocare
era purezza di madre.

Ma sono parole. Unicamente parole. Onde corte
per un gioco di tastiera di cui non ho altra capacità
se non quella di restare seduto e lontano.

Una solitudine di mani che non ha voce :
inchiostro a venature di finestre come il solco dei lampioni
che crede sia ancora possibile guardare nel buio.

Poi verrà il giorno
e sarà ancora, soltanto, piccola e inutile poesia.

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19 pensieri su “una solitudine di mani che non ha voce

    1. Come non essere d’accordo!
      Ma non sempre la poesia riesce ad essere medicina, come le parole che spesso non hanno altra capacità se non quella di confermarsi -solamente- suono o inchiostro.
      Ciao e grazie

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    1. più che memoria questa poesia voleva essere tangibile rassegnazione alla realtà. Una sorta di amara presa di coscienza sulla ineluttabilità del quotidiano.
      Ciao e grazie

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  1. un’altra stupenda poesia colma di ricordi del passato, che non ti abbandonano mai. Nessua nostalgia del passato, nessuna malinconia veal il tuo sguardo, solo la consapevolezza di custodire i ricordi come un bene prezioso.

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    1. questa è una sorta di consapevolezza sul potere dei versi, che non sempre riescono a “sostituire” il quotidiano. L’amarezza spesso non ha rimedio nemmeno in poesia.
      Ciao

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  2. Nelle tue POESIE c’è la capacità miracolosa di attingere gioia anche dove sembra che la protagonista principale sia la malinconia e la presunta inutilità dei tuoi versi non ha alcuna ragione di esistere.
    Un abbraccio.

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    1. grazie cara Laura, capita che la malinconia sia un’ottima musa e quindi foriera di versi, a volte buoni altre un po’ meno. Ti abbraccio

      Mi piace

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