Sono l’ombra di una seduta
a raccogliere peso,
la solitudine delle panchine
in attesa alle foglie, l’inutile forza della meta
che danza a mezz’aria.

E scelgo silenzio alle dimensioni del grido
come la finestra sceglie l’eleganza del vetro.
Mi agevola il buio e la sua urgenza,
in quella versione di luce
che racconta di lampioni.

A volte mi scopro a continuare vita
in un breve percorso d’ali
che è assenza.

Tenero riposo di pioggia,
in disparte e a stretto giro d’isolato.

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