Chiederei amore in cima al vento
se fosse tempo il sogno sistemato a nuvola.
Tanti colori, da fermare,
stringere con ogni istante di cielo.

E altezze ad ogni passo d’ala,
acqua per un giro di onde
come salto a perdita d’infinito.

Ma a questa latitudine
si espone alla pioggia l’andare,
per strade d’inverno,
nel segno di spine al tramonto.

Perché sono ferme le corse,
ridotte quanto un pianto,
in contorno agli occhi per non vedere,
per innamorarsi ancora di un canto.

Fuori la luna è solo un gesto al passato,
memoria ai campi di baci, a quell’oltre di mare
dove un uomo legava magie di sabbia.

Un luogo che riposa tra gli anni
senza più avventure, né accordi di vela
a promettere orizzonti.

E che solo una certa lunghezza di vicoli sostiene.

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