Stavano di paura come il pianto ai confini
le sedie dei bambini,
con gli occhi spenti di madre
a pregare figli nei corridoi di cera.

Intorno i camici,
eleganti e tesi tra le penne dei fogli,
onoravano stipendi dalle mani di lattice.

Addosso l’odore marcava l’attesa,
pochi i volti, molte differenze
in sofferta raccolta di facce,
copricapo e barbe lontane
in uno sterile contatto di parole.

La croce sul muro
accampava scuse nella visione d’Ippocrate :
di fronte al vuoto il timore
ebbe il dolo della differenza.

Ma fermo fu l’amore per un grazie di garza
e divenne lingua l’abbraccio
come labbra per tutto il sangue dei chilometri :
una piccola madre in camicie verde
col sorriso delle donne.

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