quando a sorgere tra le tue gambe
fu la luce dentro al mattino
a segnarmi venne una mano di rosa
come piccola ora sul tuo volto

diventai amore e occhi a lacrime,
amore dentro un bacio
per un raro canto di labbra

e tu madre solco e dono incontro al giorno,
regno piantato al tempo
col coraggio della cura

ma venne in posa ad ogni croce
il momento delle foglie cadute
e addosso alle anche di ruota
nessuna grazia gettò più strada

e nessun letto pianse quanto la porta sul vicolo,
per quell’ordine di passo caduto,
ceduto all’andatura di Dio

A mia madre che ancora una volta si trova a combattere col suo dolore, rinchiusa in una sedia a rotelle. Una donna che piange al ricordo dell’ombra, immobile al tempo come andatura per volere di Dio.

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