Il giorno del mio oblio
rimasi con un figlio tra le mani.
Poche cose per sentirmi viva,
forse una riva
in cui imitare la quiete del mare.

Arrivai in processione
senza nemmeno scegliere il vento.
Un passaporto di nulla
e qualche credito raccattato oltre confine
a contarmi i passi in fuga.

Ma a piantare parole
venne il rumore della distanza
e come casa negata durai al vetro
per tutto il tempo delle lacrime.

Ancora una volta chiodo
come un ladro di muri,
un maledetto colore in tinta
con la paura.

Ora, che inseguo un’altra strada,
prego Dio di non morire
in un posto dove mi fanno morire
ad ogni posizione d’autobus.

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