Capitava spesso che i sogni
si rivelassero perfetti in vastità agli occhi,
talmente fluidi
da farci sentire qualunque cosa.
Film per ogni variazioni di palpebra
come fosse verità
l’apparizione del cielo.

E bastava un po’ di sole
per segnare un rigore ad un pallone.
Un pantaloncino infilato in fretta
a svuotare di fiato le ore.
Perché un fuoricampo
era sempre a sommità di gambe.

Del resto intorno a ragazze dal volto rosso
il tempo era un cambio di porta,
quello giusto per giurare
che sul perimetro delle gonne
non si poteva scherzare.

Campioni nella scelta del vento
fummo pronti a volare
e, con tutta la capacità dell’attimo, atterrare.

E fummo belli a durare,
come le pagine di un pomeriggio spalancato
a scoprire colori da non capirci niente.

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