non so atterrare
in questo angolo di città,
mi basterebbe sopravvivere alla pioggia
per sentirmi come gli alberi,
magari verde con quell’alba che appare

andare per mare
se la strada non fosse strana
con queste voci che tagliano aria
e fritti di trattoria

ma andare in libertà
non avrebbe direzione senza l’urto della luna,
senza il mistero degli occhi
che arriva addosso alle onde

un autobus mi segue come in vetrina,
ombre e volti si affannano sul vetro,
intorno le macchine bagnate di solitudine
poi ancora due passi
e il bar mi accoglie in piedi

Antonio ha trovato un brindisi per festeggiare
mentre Marisa aspetta sigarette
in pegno ad un orologio

la 4 è in sospensione,
le righe gialle delimitano alzate di corpi
come fossero pesi di un altro mondo
e il vento che chiude la pubblicità
intaglia un solco lungo un millennio

un solco al netto di facce,
al lordo della vita

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