non sarebbe limite il domani
nell’essere tempo
se come albero
non fosse paura essere inverno

per accettare la pioggia dei rami
basterebbe un dentro di passo,
anche un’ombra a dimenticanza di salto

un qualcosa simile agli occhi
nell’età bella dell’istante, in forza
ad ogni perimetro di sfida

e a convincersi che curve
si è come terra a migliorare aria
non ci sarebbe strada
a battere urgenza

ma a stretta misura di gambe
si vive come in un mal d’amore,
dentro un’oscillazione di ruote
che graffia i passi

così da non essere mai grano
il cielo triste a meridiana
o carezza la mano senza radice

 

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