In questa notte imperfetta
vive una luce lentissima.
Simile alla nebbia cade.

Capita in abitudine alla strada,
a pelle d’autobus
quando riflettono i vetri sporchi.

Ester ha qualcosa di metropolitano
con quel vestito a macchie d’asfalto,
spesso si sceglie donna sui muri
per sentirsi a casa.

Basta un cielo addosso alle vetrine
per dirsi cammino.
I lampioni invece vivono di radici,
le gambe del resto accadono svelte.

Una mano rimbalza di voce
come la pioggia,
intorno gli alberi pregano a distanza.

Si sta di pietà
a lenta consumazione di sigarette.

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