Non ho più nulla da dire,
il corso della finestra si è chiuso,
resiste solo la notte per macchiarsi d’inchiostro.

Una striscia di carta delimita il mondo
con nessuna parola da scegliere.

Il mio vento si è perso su campi ad erba storta,
dentro passi in contrasto d’uomo.
A ferma statura d’occhi, come dimenticanza.

Non ho verità da scambiare,
troppi dubbi legano gli ultimi versi
di un muratore scalzo, un arlecchino
vuoto anche di colori.

Solo la pioggia possiede abilità nel cadere.
Fuori le luci sbiadiscono.
Un’altra vetrina in cui buttare la propria ombra.

Clic. Chiudo la luce e spengo la voce.

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