Penso a quel figlio mai avuto

Guardo mia figlia nella sua camicetta bianca, i leggings scuri e quel papillon rosso così vicino all’amore. La concentrazione del viso, il ripetersi i passi non lascia dubbi sulla passione che esprimerà nel suo saggio di hip hop. Con tutta la leggerezza dei quattordici anni, col suo corpo di giovane fiore, con la caparbietà tipica dell’adolescenza, quella voglia sacrosanta di esserci, di lasciare un segno.

E penso a quel figlio mai avuto che scompare ad Aleppo. Penso alla sua musica fatta di raid aerei, alle note dei proiettili, alla melodia delle bombe. il suo corpo in guerra è un artiglio che ferisce. Penso ai sorrisi spenti nelle lacrime, alla polvere che stana ogni angolo, che saccheggia la fuga, al sospiro agonizzante di un nascondiglio.

Vedo la gente applaudire, godere di quelle figure musicali che i figli continuano a rappresentare. Con ogni grazia possibile, convinti di quel loro tempo, abbracciando gli applausi che gratificano tutto il loro impegno. Vedo la commossa partecipazione dei nonni, il vanto della maestra, il cenno orgoglioso dei genitori.

E penso alle palestre del cielo, alle pietre scaraventate addosso, alle gambe senza più terra. Penso al mancato orizzonte degli occhi, alle parole simili al pianto, alla povertà del tempo. Penso al grigio teatro della sabbia, a quell’unico palcoscenico di morte, alle sedie fatte di tombe, alla strada che buca come un ago le vene.

Le riprese sono venute bene. Mia figlia è stata splendida nella sua coreografia. Sentire una goccia scendere sul viso è stato come un bacio.

Ad Aleppo nessuna grazia avrà il viso dei bambini. Non ci saranno rinfreschi, nessuna mano a offrire pace. Qualche velo si poggerà e sarà vento dimenticato anche il ricordo.

Penso a quel figlio mai avuto, al bacio che vorrei dargli.

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23 pensieri su “Penso a quel figlio mai avuto

  1. Fuori da ogni retorica sterile sei riuscito a toccare il cuore di chi ti legge, ne sono sicura. Parole le tue che commuovono molto , due mondi, che distanti anni luce, hanno in comune un’età che andrebbe vissuta , per i bambini, ragazzi, adolescenti di Aleppo in maniera totalmente diversa. Troppo orrore caro Sarino. Ma i nostri ragazzi più fortunati hanno il diritto di continuare a sperare in un mondo migliore. Ecco quindi per tua figlia i miei migliori auguri per poter continuare a fare quello che più la soddisfa. Un bacio ad entrambi. Isabella

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  2. la bellezza dei tuoi istanti di vita, e quella commovente riflessione per tutti quei giovani che soffrono per le guerre, le discriminazioni e altro. Un bellissimi post che mette a confronto due mondi apparentemente distanti, eppur vicini nell’innocenza di quegli anni rubati alla poesia della vita.
    Bravissimo!

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  3. Oh Sarino caro Vi penso sempre e troppo spesso a quei fiori recisi! Guardo VPN la tua stessa gioia mi sta a sgomento alle bimbe della mia famiglia ma il nostro dovere è sorridere e aiutare loro a vivere e gioire della nostra fortuna di essere nati da questa parte della terra.
    Sherachetiabbracciaforte

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    1. è quello che faccio ogni giorno, ma è umanamente impossibile non sentirsi vicini a quelle povere vite che soffrono e muoiono senza colpa!
      Ciao

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