In questa sera alla finestra
gli occhi hanno le stelle,
la strada una preghiera fredda.
A chiedere un pagamento
due foto addosso ai comodini.

Le vie sono strane ombre di passo
quando amano gli alberi,
i vetri invece contano stagioni
con le pieghe distorte da un ritorno di mani.

In qualche canto alla luna
scorre il cielo grigioperla del tramonto,
come tempo sospeso o difetto ricorrente.

L’inverno è un sogno di donna,
un sorriso bianco di capelli
dentro un gioco di pini con la gonna.

Solo un grido vive sordo nel petto.

Nel vuoto di un letto divelto,
con le anche a terra di centimetri,
nelle vicinanze di due ruote a_mare.

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