Anche questa notte è unica,
ha la sua dedica d’acqua da spartire.
Di fronte la strada si commuove al cielo
per il suo volto d’autobus.

E mentre i miei occhi si fermano
qualche graffio di vetro
mischia le sue note alla voce.
Solo per misurarsi d’aria.

Non esiste urgenza d’essere luce
se ogni gesto
patisce il movimento delle ruote.
Se di fronte agli alberi
il vento si rivela un’inutile rotazione di foglie.

A quale casa
potrei dedicare ancora mattina
se nemmeno il sole
potrebbe vincere questa preferenza di buio.

Le ombre sono fanali di un gioco
che mi somiglia,
che sceglie i lampioni sotto casa.

I metri si adeguano all’abitudine
e attendono lasciti di giornali.

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